15:28 martedì, 27 ottobre 2026
Magia di Rizzo Pinna su punizione, pareggio di Ndrecka e raddoppio finale di Silvestri: vittoria fondamentale per l’Union, che tiene aperta la lotta per il primo posto.
L'acuto dopo il momento più buio: il Brescia batte il Cittadella, la panchina di Corini è salva. Magia di Rizzo Pinna su punizione, poi il pareggio di Ndrecka e il raddoppio finale di Silvestri: finisce 2-1 al Rigamonti, l’Union accorcia sui veneti. La vetta dista ora cinque punti.
La pioggia sul bagnato che scandisce l’avvicinamento a questa partita riguarda anche gli infortunati: l’ultimo a fermarsi è Spagnoli, l’altra punta di ruolo insieme a Crespi, anch’egli ai box. Resta soltanto Pellegrini, che ha sulle spalle il peso dell’attacco. Lo supportano Rizzo Pinna e Balestrero, che torna a vestire i panni dell’equilibratore avanzato.
L’altra novità, annunciata già in conferenza, è il ritorno tra i pali di Stefano Gori: non giocava dal sette giugno, finale di ritorno contro l’Ascoli. Quasi cinque mesi fa. A sinistra c’è Boci e non De Maria, il resto dello schieramento è composto dai titolarissimi: Mercati e Mallamo in mediana, Sina, Silvestri e Rizzo nel terzetto difensivo.
Si gioca in un clima elettrico: nella coreografia della Curva Nord viene srotolato il vecchio logo del Brescia, e qualche minuto più tardi fa capolino uno striscione: «Questi simboli dovete onorare, iniziate a lottare», con tanto d’invito (edulcorando) a tirare fuori gli attributi. L’avvio del Brescia lascia buone tracce sul piano dell’atteggiamento e della riaggressione.
La squadra di Corini dà l’impressione di essere in controllo, ma fatica a imbastire pericoli reali. Non è un caso, allora, che il vantaggio si materializzi sull’onda di due giocate individuali: quella di Pellegrini, che porta a casa una punizione dal limite con un dribbling elegante su Redolfi, e quella di Rizzo Pinna, che trasforma il piazzato con una parabola imprendibile per Zanellati.
Per un po’ il Cittadella spreca energie in proteste, innervosito da un mancato fischio – a giudizio dei veneti – nell’azione che ha poi generato la punizione di Rizzo Pinna. Musso gioca una carta chiedendo un mani in area di Silvestri, che ha però il braccio incollato alla sagoma: Gauzolino rivede le immagini in una dozzina di secondi e non cambia idea. Niente rigore. Ma i granata pareggiano, in coda al primo tempo, con una girata felina di Ndrecka dopo una sequenza frenetica di rimpalli nell’area dell’Union. All’intervallo è tutto da rifare.
La reazione del Brescia, che aveva già iniziato ad attecchire subito dopo il gol, è incoraggiante. A inizio ripresa l’Union ha due occasioni colossali: Pellegrini, attivato da un lancio laccato d’oro di Mallamo, per poco non beffa Zanellati con un pallonetto. Il portiere dei veneti smorza la traiettoria, respinta sulla linea da Toffanin. Sul corner che ne deriva l’incornata di Silvestri si stampa sulla traversa.
Ma è il preludio del raddoppio, che arriva al 70’. Eccezionale Di Molfetta a tenere vivo un pallone che sembrava ormai destinato al fondo, e a scavarlo verso il centro dell’area. Silvestri si produce in un altro terzo tempo energico e stavolta segna. Il Rigamonti esplode, tutta la panchina abbraccia Corini. Il Brescia è vivo e si rilancia prepotentemente nella lotta al vertice.