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Jovanotti e Giordano Bruno Guerri consegnano il Premio del Vittoriale a Nicola Crocetti
14:35 giovedě, 06 luglio 2023
Jovanotti e Giordano Bruno Guerri consegnano il Premio del Vittoriale a Nicola Crocetti

14:35 giovedě, 06 luglio 2023

La poesia è rock, fa il pieno di pubblico. A Gardone c’è la stessa atmosfera dei grandi concerti. L’anfiteatro è quasi esaurito. Certo, c’è il richiamo di un idolo pop che smuove le folle, ma è stato confortante vedere platea e gradinate colme di giovani e meno giovani arrivati qui per sentir parlare di poesia.

Sul palco un editore che è un mito della poesia in Italia, un cantante che vende milioni di dischi e uno storico e intellettuale. Doveva essere la cerimonia di consegna di un premio, è stato un talk show che ha divertito e soprattutto emozionato i 1.200 spettatori giunti ieri sera a Gardone per l’attribuzione del XIV Premio del Vittoriale, assegnato ogni anno a personalità di spicco nei più disparati ambiti del sapere e ieri attribuito a Nicola Crocetti, grecista, traduttore, editore, fondatore della casa editrice Crocetti e di Poesia, la rivista del suo genere più diffusa in Italia e in Europa. 

Il maestro e il maestro

A consegnare il premio, la riproduzione del Cavallo Blu di Mimmo Paladino che dall’anfiteatro veglia sul Garda, un ospite d’onore, Jovanotti, alias Lorenzo Cherubini, cantante ispirato e giramondo, icona pop, rap, rock e molto altro. «Non protagonista - ha precisato - ma valletto di questa serata». Nel ruolo di anfitrione Giordano Bruno Guerri, presidente e anima del Vittoriale (che in apertura ha smentito le voci su una sua ventilata direzione del nascituro museo dedicato a Silvio Berlusconi). Jovanotti cita d’Annunzio, «il verso è tutto», e legge la motivazione del premio a Crocetti: «Perché ha scritto, tradotto, pubblicato, difeso, diffuso e soprattutto amato la poesia».

Nel 160esimo della nascita del Vate non si poteva che premiare la figura che più di tutte in Italia rappresenta questa forma d’arte. Scelta azzardata, vista la crisi del genere. È la legge della domanda e dell’offerta. Pochissimi leggono poesie. Ma le leggi si possono sovvertire. L’hanno fatto proprio Crocetti e Jovanotti con «Poesie da spiaggia» (Crocetti Editore 2022), antologia di grandi poeti di ogni tempo e paese, finita in testa alle classifiche di vendita. Merito di Crocetti e merito di Jovanotti, il maestro e l’allievo, o forse ognuno maestro dell’altro. 

Jovanotti, animale da palcoscenico, è un fiume di parole: «Inciampare nella poesia è una cosa straordinaria. Quando la incontri, la tua vita si apre alla meraviglia, alla profondità. Essere diventato un cavallo di Troia per far entrare nella vita di qualcuno un verso, una poesia, è una grande soddisfazione». «Cos’è la poesia?», chiede Guerri. «La poesia serve a rendere i nostri tempi meno miserabili», risponde Crocetti, che ricorda il suo «rapporto antico con d’Annunzio» e la poesia più amata del Vate, ’La pioggia nel pineto’, «capolavoro sottovalutato. Ce la facevano imparare a memoria a scuola e nessuno la amava. Ma le poesie di d’Annunzio sono musica».

Jovanotti, cantautore che si nutre di parole, che ama da sempre la poesia (chi non ricorda Serenata Rap del 1994, con la citazione del sommo poeta: «Amor, ch’a nullo amato amar perdona, porco cane, lo scriverò sui muri e sulle metropolitane»), è un fiume in piena, parla di Ezra Pound, dell’impresa dannunziana a Fiume («sulla quale - annuncia Guerri - è in preparazione una serie tv»), della rivista Poesia di Crocetti («di valore eccezionale»), dei futuristi che gli han fatto scoprire il «suono della parola», del suo rapporto con il verso: «La poesia - dice - non ha bisogno di nulla, neppure della pagina, è una forma pura, te le porti dentro». 

Pubblicazione

Crocetti, che ha il merito di averci fatto riscoprire la cultura greca, si commuove ricordando la persecuzione, sotto le dittature militari di ispirazione fascista, dell’amico poeta greco Ghiannis Ritsos, «uno dei più grandi del ‘900».

Sui titoli di coda Jovanotti svela al pubblico che a Natale Crocetti pubblicherà la sua antologia della poesia universale, 1.500 pagine. Un bel regalo, l’ennesimo che l’editore farà agli appassionati. Serate come questa fan bene alla poesia, che anche grazie al mitico «Jova» si è scrollata di dosso un po’ di quella patina del tempo che si è deposta sui grandi autori. Alla fine applausi per tutti e ovazione per Jovanotti. Poi tutti a casa. Con la voglia di leggere versi ed emozionarsi.