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Brescia, fino alla fine: la squadra è però tornata in campo troppo preoccupata
14:13 martedì, 09 maggio 2023
Brescia, fino alla fine: la squadra è però tornata in campo troppo preoccupata

14:13 martedì, 09 maggio 2023

Gambe in spalle. Ma soprattutto, testa sulle spalle. Perché quella - purtroppo è sensazione netta e precisa - è tornata a pesare più delle gambe. Fino alla fine: le sorti del Brescia si decideranno all’ultimo secondo dell’ultima giornata. E vale la pena ricordare e ricordarsi che è già stata tanta manna così visto come si era messa, visto che è già incredibile essere riusciti a mettere la scolorina su un esito che era già scritto e che invece è tornato da scrivere.

Ben difficilmente su quel foglio che il Brescia è stato indiscutibilmente bravo a far tornare bianco si riuscirà a far comparire la parola salvezza prima di un’appendice di campionato chiamata play out. Occorrerebbe pensare di mangiare al Cittadella 4 punti (il disavanzo in classifica è di tre punti, ma il Brescia con i veneti è in svantaggio per differenza reti) in due giornate. Cittadella che però sulla sua strada ha solo un altro vero ostacolo - il Südtirol da saltare - prima di affrontare un comodo Como. Mentre il Brescia di ostacoli ne ha due su due: il Pisa che un posto nei play off deve ancora costruirselo in una lotta serrata con Venezia e Ascoli, e un Palermo che si deve ancora consolidare per la corsa finale alla serie A.

Scenario

È molto molto realistico immaginarsi Bisoli e compagni ai play out, a spareggiare per la permanenza in B con il Cosenza. Ma tutto dipenderà dal prossimo turno: l’appuntamento in casa col Pisa non va fallito e va tenuto un occhio su Venezia-Perugia in quella che è l’ultima chiamata per evitare la retrocessione diretta per gli umbri che sono a -2 dalle rondinelle. Occorre insomma tenersi ben stretto l’attuale quart’ultimo posto e poi cercare di andare a scalare un’altra posizione per avere i vantaggi che un play out da quint’ultimi, a partire dal fattore campo, garantisce. Ma anche la posizione attuale, ribadiamo, ha un suo perché in virtù dei guai della Sampdoria retrocessa dalla A e che va a braccetto col rischio fallimento e dei punti di domanda che ancora aleggiano attorno a una Reggina matematicamente salva, ma ancora in attesa di notizie dai tribunali.

Questi, sono potenziali jolly che tuttavia è meglio pensare di non dover scoprire se possono essere giocati o meno.

Considerazioni

Il Brescia è in una posizione scomoda, ma con ancora un pezzetto di destino da giocarsi. E questo è confortante. Confortano meno però alcuni segnali derivati dalla sconfitta col Parma che purtroppo sono stati la conferma di altri segnali già notati con il Cosenza al di là della vittoria liberatoria che era maturata contro il calabresi.

E ritorniamo al concetto espresso in avvio: quello di una testa che è tornata a pesare più delle gambe. Il Brescia è tornato a essere una squadra preoccupata: che avverte i rischi che corre. Che dunque ha paura e che da questa paura è tornata a farsi divorare. Esattamente come nel periodo pre trasformazione attraverso la quale la squadra è riuscita a rimettersi in viaggio verso la speranza. Servono tre indizi per formare una prova, ma qui il tempo è poco e di indizi, sommati al pregresso, ne bastano due. E due, consecutivi, sono stati gli approcci mollicci alle partite.

Col Cosenza il primo tempo era stato da dimenticare: in campo un Brescia attanagliato dalla paura, ma in qualche modo in grado di barcamenarsi e salvare la pelle prima di un secondo tempo arrembante, concreto e vincente. Contro il Parma, squadra già di suo nettamente superiore in tutto, tutto andava fatto fuorché mostrarsi un micino coccoloso. Così come invece il Brescia s’è posto a dispetto dell’idea di voler andare a prendere altissimo, magari pure con troppa fiducia in se stessi, il Parma. Anziché aggressiva, la squadra di Gastaldello, è stata remissiva. S’è rivisto il Brescia tapino, condito poi da errori difensivi nuovamente gravi, dei freschi vecchi tempi. S’è rivisto un Brescia troppo preoccupato di tutto e messosi quindi sull’attenti dopo la prima sgasata sulla fascia del Parma.

I nemici sulla strada della salvezza sono già attrezzati di loro: se ci si «regala» anche mentalmente, allora... E questo aspetto, questo segnale univoco emerso dalle ultime due partite, è forse quello che - ancor più di infortuni e defezioni - preoccupa maggiormente anche mister Gastaldello che in sala stampa, come già abbiamo avuto modo di sottolineare, ci è parso colpito dal passo indietro dei suoi nell’atteggiamento.

Fino alla fine: ma occorre partire dagli inizi ben fatti e dal ritrovare la necessaria durezza mentale.