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Ettore Ravelli
Cellino, il compleanno più amaro: sequestri al via anche in Sardegna

17:19 giovedì, 28 luglio 2022

Non sarà un giorno di festa quello di oggi, viste le ultime vicende, ma Massimo Cellino potrà comunque trascorrere il 66° compleanno nella sua villa di Padenghe del Garda. L’immobile rientra tra quelli bloccati dalla Guardia di Finanza dopo la sentenza del tribunale del Riesame, ma l’imprenditore potrà continuare a viverci in quanto risulta essere la sua residenza italiana. Il maxi sequestro da oltre 55 milioni di euro (55.266.828,47 per l’esattezza) che è preventivo in vista del processo e non definitivo, è scattato «considerati i precedenti penali in materia tributaria di Cellino, il reiterato utilizzo di mezzi fraudolenti per sottrarsi al pagamento delle imposte e la disinvoltura dello stesso dimostrata nella gestione di strumenti finanziari», ha scritto il Riesame.

Altri sequestri

La Guardia di Finanza è ancora al lavoro, ma nel frattempo sotto sequestro è finita anche la villa in Sardegna di Cellino e pure la sua barca, i conti correnti e i titoli nell’effettiva disponibilità del patròn del Brescia e della moglie. Oltre al cento per cento delle quote della società Eleonora Immobiliare. Prima realtà italiana sulla quale le Fiamme Gialle hanno potuto mettere le mani.

 

Dalla Manica a Brescia

A capo della galassia celliniana finita sotto la lente di ingrandimento della magistratura, c’è infatti il trust «The Mc family trust number 1» costituito nel 2019 dentro al quale è presente una società con sede legale in Lussemburgo che controlla Eleonora Immobliare spa che a sua volta controlla Brescia holding che, per concludere, controlla il Brescia calcio. «Il complesso schema di società, tra loro utilizzate come schermi giuridici da Cellino, oltre a conservare integro con la frode il suo patrimonio alle pretese dell’Erario gli ha permesso di investire nell’attività del Brescia calcio spa denaro altrimenti destinato al pagamento delle imposte», si legge agli atti. Il Riesame ha aderito completamente alla ricostruzione della Cassazione stabilendo che nella contestazione del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, «il profitto del reato è rappresentato dal valore dei beni sottratti fraudolentemente alla garanzia dei crediti della Amministrazione finanziaria».

Che succede ora?

È la domanda che si fanno tutti. A partire da Massimo Cellino, passando per i suoi avvocati, fino ad arrivare ai tifosi del Brescia«Il club non c’entra nulla. È sano, i bilanci sono in ordine e i soldi ci sono. I pagamenti degli stipendi saranno regolari e faremo mercato», ha assicurato il patròn del club. Ma indirettamente la vicenda giudiziaria rischia di coinvolgere anche il Brescia calcio. In questi giorni, completato il calcolo di quanto fin qui sequestrato, il pm Erica Battaglia - qualora non arrivasse a raggiungere quota 55 milioni con i beni mobili ed immobili bloccati - potrà chiedere al gip Cristian Colombo di nominare un amministratore delle quote di Eleonora Immobiliare sequestrate. Non è escluso che il giudice scelga un professionista non bresciano, il quale siederà nei consigli di amministrazione delle società riconducibili a Eleonora Immobiliare. Tra cui ovviamente anche il Brescia calcio, di cui però Cellino resterà presidente a pieno titolo. E che potrà muoversi economicamente con le risorse presenti nelle casse del club. Senza alcun tipo di commissariamento.